«Ho sentito De Laurentiis lunedì, era solo amareggiato». Prova a minimizzare, cercando di abbassare i toni, il presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete. Certo è che le parole del numero uno del Napoli qualcosa hanno suscitato. Infastidita incredulità fra i vertici della Can, silenzio (per ora?) da parte dell'Associazione Italiana Arbitri, categoria destinataria principale degli strali del patron partenopeo.
Ma sembra certo che Nicchi abbia parlato con Abete sempre ieri, proprio per cercare di decifrare il messaggio inviato da Napoli e concordare la reazione migliore. Altrettanto certo, però, che le accuse di De Laurentiis sono pesantissime. Calciopoli è stato il più grande scandalo del mondo del calcio che ha azzerato vertici federali e di società.
CAUTELA - Per questo Abete, chiamato a risollevare le sorti della Figc proprio dopo Calciopoli, indica una strada dalla quale non si può derogare. «Il presidente del Napoli ha espresso solamente la sua posizione critica nei confronti degli arbitri che hanno diretto la sua squadra, nulla di più.
Un comportamento che può anche starci, d'altro canto succede spesso di criticare anche un errore di un calciatore, lo facciamo tutti. Ho parlato con De Laurentiis lunedì, mi ha chiamato, voleva solo manifestarmi la sua insoddisfazione per gli arbitraggi». Il riferimento a Calciopoli, però, deve essere sembrato troppo anche a lui: «Massima libertà di critica, per carità, però bisogna stare attenti a non esagerare, a costruire qualcosa che, nella realtà, non esiste». Corriere dello Sport-Stadio.


