mercoledì 2 dicembre 2009

Abete: «Ora però De Laurentiis non esageri»

«Ho sentito De Lauren­tiis lunedì, era solo amareggia­to». Prova a minimizzare, cer­cando di abbassare i toni, il pre­sidente della Federcalcio, Gian­carlo Abete. Certo è che le paro­le del numero uno del Napoli qualcosa hanno suscitato. Infa­stidita incredulità fra i vertici della Can, silenzio (per ora?) da parte dell'Associazione Italiana Arbitri, categoria destinataria principale degli strali del patron partenopeo.

Ma sembra certo che Nicchi abbia parlato con Abete sempre ieri, proprio per cercare di decifrare il messaggio inviato da Napoli e concordare la reazione migliore. Altrettanto certo, però, che le accuse di De Laurentiis sono pesantissime. Calciopoli è stato il più grande scandalo del mondo del calcio che ha azzerato vertici federali e di società.

CAUTELA - Per questo Abete, chiamato a risollevare le sorti della Figc proprio dopo Calcio­poli, indica una strada dalla qua­le non si può derogare. «Il presi­dente del Napoli ha espresso so­lamente la sua posizione critica nei confronti degli arbitri che hanno diretto la sua squadra, nulla di più.

Un comportamento che può anche starci, d'altro can­to succede spesso di criticare an­che un errore di un calciatore, lo facciamo tutti. Ho parlato con De Laurentiis lunedì, mi ha chia­mato, voleva solo manifestarmi la sua insoddisfazione per gli ar­bitraggi». Il riferimento a Calcio­poli, però, deve essere sembrato troppo anche a lui: «Massima li­bertà di critica, per carità, però bisogna stare attenti a non esa­gerare, a costruire qualcosa che, nella realtà, non esiste». Corriere dello Sport-Stadio.

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