martedì 8 dicembre 2009

il Riformista difende il patron del Napoli«Feltri e' un bergamasco e un polentone

il Riformista difende il patron del Napoli«Feltri e' un bergamasco e un polentone»

NAPOLI . Il problema non è che De Laurentiis è un «bamba», ma che Feltri è un «polentone». Il giorno dopo la polemica nata dalla rubrica del direttore de Il Giornale, che accusava il patron del Napoli di aver fatto una «sceneggiata napoletana» parlando di una nuova Calciopoli e di essere stato per questo avvantaggiato dall'arbitro nella partita contro il Bari, entra nel dibattito anche Il Riformista con un corsivo del napoletano Massimiliano Gallo.

«Il calcio non è il forte di Vittorio Feltri» esordisce il vicedirettore del quotidiano di Antonio Polito, perciò lui nella sua rubrica del lunedì «ha pensato bene di rifugiarsi in un classico: un articolo intriso di pregiudizi antimeridionali, che non fa mai male. E poi chi è bergamasco lo scrive in un attimo».

Certo, riconosce Gallo, quelle su una nuova Calciopolisono accuse esagerate ma Feltri non può parlare di piagnisteo meridionalista perchè lui «è di Bergamo dove vent'anni dopo ancora piangono per la monetina che colpì Alemao. Ma quando piangono loro è diverso, è il popolo della partita Iva che si ribella. Moratti, milanese doc, ha pianto per anni. E da quando non è più lui a lamentarsi, lo è la famiglia Agnelli. Non proprio i Borbone, insomma».

La verità è che quindi Feltri non ci ha capito veramente niente e ha solo sparato a zero senza motivo, tra l'altro andando contro quello che pensa la sua stessa redazione sportiva. Perciò, conclude Gallo: «Vorremmo suggerirgli, per la prossima volta, di farsi raccontare la partita da qualcun altro. Persino il suo quotidiano ha assegnato un voto positivo all'arbitro Romeo: 6,5. Chissà, sarà stato un redattore meridionale. Anzi, ne siamo certi». C. Mezzogiorno.

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